IL
GAZZETTINO PADOVA
Mercoledi’, 28 Settembre 2005
Il
giudice civile Barbara Bortot ha condannato l’ateneo
padovano che dovrà pagare i danni e anche le spese legali sostenute a tredici
docenti stranieri madrelingua
Il
presidente dell’Allsi Petrie:
«Una buona decisione del tribunale che raddoppierà gli
stipendi degli insegnanti stranieri»
Non
lettori, ma ricercatori universitari a tempo pieno. La differenza non è solo
formale, e porta a una distinzione sostanziale, che
per l'Università di Padova significherà un esborso di oltre un milione e
cinquecentomila euro. A stabilirlo è il giudice del tribunale civile Barbara Bortot che ha condannato l'Università di Padova a pagare
danni e spese legali in favore di 13 lettori di lingua straniera. I lettori,
rappresentati dall'avvocato Lorenzo Picotti, sono i
docenti stranieri madrelingua: nelle facoltà insegnano inglese, spagnolo e le
altre lingue europee.
Ciascuno
dei 13 lettori di Padova ha ottenuto lo stipendio di un ricercatore a tempo
pieno con arretrati ed interessi sin dal primo giorno d'impiego: in tutti e
tredici i casi valutati dal giudice Bortot si tratta di assunzioni precedenti al 1995.David Petrie,
54 anni, presidente dell'associazione dei lettori stranieri Allsi,
conduce da anni una campagna per il trattamento paritario tra i lettori
stranieri e i colleghi italiani.«E' stata una buona decisione e raddoppierà gli
stipendi dei docenti stranieri riportandoli in linea con insegnanti italiani
che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro simile - spiega il presidente dell'Allsi - la sentenza del tribunale di Padova costituisce una
buona decisione per gli studenti, che hanno visto in questi ultimi quindici
anni disperdere i loro corsi in oltre venti atenei da uno svergognato tentativo
di aggirare le leggi dell'Ue. L'Università di Padova
dovrebbe ora offrire una soluzione simile a tutti gli altri lettori dell'ateneo
padovano allo scopo di evitare ulteriori inutili ricorsi. L'Italia ha già perso
ben quattro cause alla Corte di Giustizia europea e la quinta sarà aperta il
prossimo 15 novembre 2005 quando alla Corte Suprema di Lussemburgo verrà chiesto di applicare sanzioni economiche contro
l'Italia di 209 mila euro giornaliere».
Una cifra che anziché confluire nelle casse dell'Unione
europea potrebbe andare a costituire un fondo per retribuire di più e meglio i
docenti universitari, sostiene David Petrie. «Lo
Stato italiano dovrebbe regolarizzare la situazione
dei lettori a livello nazionale invece di fare il Don Chisciotte
con gli altri stati membri europei, che si sono ben stancati di una mentalità
italiana da terzo mondo» puntualizza il battagliero ricercatore universitario. La
Commissione europea ha deciso di invitare la Corte di giustizia a imporre all'Italia una sanzione giornaliera di 309.750
euro per la mancata esecuzione di una sentenza relativa al trattamento
discriminatorio nei confronti degli ex lettori di lingua straniera in alcune
università italiane. Nella sua sentenza del 26 giugno 2001 la Corte aveva
sancito che l'Italia, non avendo riconosciuto i diritti acquisiti dei lettori
di lingua straniera divenuti collaboratori linguistici ed esperti di lingua
madre, e avendo viceversa riconosciuto tali diritti a tutti i lavoratori
italiani, ha violato le disposizioni del Trattato
relative al divieto di discriminazioni sulla base della cittadinanza. Il 14
gennaio dello scorso anno l'Italia ha varato un decreto legge che equipara il
precedente status dei lettori a quello dei "ricercatori a tempo definito".
La Commissione ritiene che questo decreto non applichi pienamente la sentenza
della Corte ed ha deciso di chiedere la fissazione di
una sanzione giornaliera pari a 309.750 euro da pagare fino a quando non venga
approvato un decreto che la applichi pienamente.
Alberto Gottardo