Associazione Lettori di Lingua Straniera in Italia
Association of Foreign Lecturers in Italy

"Equal citizens, equal rights, equal treatment"

 

 


About ALLSI

18 ANNI DI DISCRIMINAZIONI ILLEGALI FONDATE SULLA NAZIONALITÀ [click here to read in English]

"II persistente rifiuto delle autorità dell'università italiana di pagare i lettori stranieri con lo stesso metro di quelli italiani, di riconoscere un'assunzione continuativa e di fare concorsi onesti per posti di lavoro a tempo pieno nell 'ambito dell'accademia sono state riconosciute come violazioni della legge europea e sono indubbiamente i casi più evidenti e massicci di violazione del trattato."
- The Irish Times, 5 Febbraio 1999
 
"...un ovvio esame dell'impegno dell'Europa per la mobilità del lavoro che – insieme alla moneta unica - è la chiave al successo del tanto declamato mercato unico della Comunità Europea. Se degli insegnanti scozzesi non possono andare in Italia a lavorare, I' "Europa" rimarrà poco più di una buona idea."
- The Wall Street Journal, 2 Dicembre 1998
 
"Come vi sentireste se dopo anni di lavoro i vostri capi vi dicessero improvvisamente: in realtà quello non è il vostro lavoro, lo chiameremo in qualche altro modo e vi pagheremo il 50 % in meno?"
- Mark Whitaker, intervista a Fernando Gentilini, primo segretario della missione permanente dell'Italia presso l'Unione Europea a Bruxelles, BBC File on Four, 3 Giugno 1997

RIASSUNTO

Nel 1980 lo Stato Italiano, al fine di razionalizzare la didattica, ricorse a un "ope legis" con il quale vennero creati numerosi posti di lavoro per docenti impiegati con contratti di diritto pubblico. I Lettori (cittadini stranieri che insegnano nella propria madre lingua) fino a quella data erano equivalenti agli assistenti. I lettori furono esclusi da posti pubblici e riassegnati, in base all'Articolo 28 del DPR 382, 1980 in base a contratti di diritto privato rinnovabili per 5 anni. Il DPR diceva che i loro salari non potevano essere più alti di quelli dei professori associati all'inizio della carriera (tempo definito). I lettori impugnarono con successo questa legge sia nei tribunali italiani che presso la Corte di Giustizia della Comunità' Europea, (CGCE). L'Italia, costretta ad abrogare questa legge illegale (art 28) nel 1995, offri ai lettori nuovi contratti come collaboratori ed esperti linguistici. Coloro che si rifiutarono di accettare il nuovo posto di lavoro, che oltre a essere un tentativo di modificare la loro qualifica non rispettava i loro diritti acquisiti, vennero licenziati; la maggior parte di loro fu reintegrata dai tribunali italiani. I lettori impugnarono con successo la nuova legge (236) del 1995 e la Corte di Giustizia della Comunità' Europea, il 26 giugno 2001, ordinò all'Italia di ricostruire il contratto di ogni lettore dal primo giorno del primo contratto. L'Italia non si è conformata e rischia adesso di essere perseguita per legge dalla Commissione, che può comminare delle multe presso la CGCE.

I Lettori hanno impugnato con successo (presso la CGCE e il TAR del Veneto) le norme italiane che impedivano loro di partecipare ai concorsi per supplenze. Ciò nonostante, le autorità universitario continuano a rifiutarsi di applicare le sentenze, che sono vincolanti e hanno effetto immediato. Nei tribunali italiani ci sono circa 1.000 casi di lettori tuttora in corso.

STORIA POLITICA- Parlamento Europeo

1) 9 Febbraio 1993: il Parlamento Europeo a Strasburgo riceve 65 studenti e lettori dell'Università di Verona - viene presentata una petizione al Presidente Egon Klepsch. I docenti stranieri denunciano una discriminazione sulla base della nazionalità per quel che riguarda assistenza sanitaria, pensioni, garanzie sul posto di lavoro e progressione della carriera. [1]

2) 13 Luglio 1995: il Parlamento Europeo approva una risoluzione, durante il dibattito sui diritti umani, in merito agli abusi e alle vessazioni in corso presso l'Università di Verona. [2]  [3]

3) 15 Febbraio 1996: il Parlamento Europeo approva una seconda risoluzione, riguardante la pratica diffusa della discriminazione nelle Università italiane. [4]

4) 27 Ottobre 2000: il Parlamento Europeo approva una terza risoluzione che condanna la discriminazione e istruisce la Commissione perché verifìchi se esistono gli estremi per perseguire lo Stato Italiano in base all'Art. 10 dei Trattati, per la mancata collaborazione nell'applicazione della normativa europea. [5]

STORIA LEGALE

5) I lettori (cittadini stranieri che insegnano nella propria lingua madre) sono ridefìniti, in base all'Articolo 28 del DPR 382, 1980, con contratti annuali di diritto privato rinnovabili per 5 anni. Il DPR Art 28, 382 indicava che i loro salari non potevano essere più alti di quelli dei professori associati a tempo definito all'inizio della carriera.

6) II 9 Febbraio 1989 la Corte Costituzionale dichiara illegittima la norma dei 5 anni.

7) Corte di Giustizia della Comunità' europea (CGCE) : Pilar Allue e Carmel Coonan contro Università degli Studi di Venezia, 30 Maggio 1989 (33/88) verifica che l'Art 28 del DPR 382 è in contrasto con l'Articolo 48 del Trattato di Roma poiché i lavoratori italiani non sono soggetti a una clausola di rinnovo ogni 5 anni. [6]

8) I Lettori continuano ad essere impiegati con contratti annuali. Le autorità italiane sostengono che la sentenza della CGCE non proibisce specificamente contratti annuali.

9) La CGCE in Allue II° contro Università degli Studi di Venezia, 2 Agosto 1993 (C- 259/91, C-331/91 and C-332-92) dichiara illegali i contratti annuali per lettori poiché agli insegnanti italiani vengono di regola applicati contratti a tempo indeterminato. Le autorità universitarie italiane si rifiutano di adeguarsi. L'Università di Bologna (12 ottobre 1993) licenzia addirittura i propri 78 lettori in flagrante disobbedienza della sentenza della CGCE. [7]

10) La legge italiana 236 (21.6.95) abroga la legge dichiarata illegale, Articolo 28 del DPR 382 e da priorità ai lettori nelle procedure di selezione per nuovi contratti di 'esperti linguistici'. I Lettori che rifiutano di fare domanda o di accettare sono licenziati; 28 a Bologna , 25 a Napoli Fed. II, 89 a Napoli Orientale, 9 a Salemo e 22 a Verona.

11) La CGCE in David Petrie e altri contro Università di Verona 20 Novembre 1997, C-90/96 (congiuntamente al TAR del Veneto - 14 Gennaio 1999) decide che a 3 lettori è stato illegalmente impedito di fare domanda per posti di supplenza. [8]

12) Ci sono attualmente oltre 1.000 lettori coinvolti in cause. Le cause vengono sistematicamente bloccate da operazioni di ostruzionismo legale - molti casi sono durati oltre 5 anni, in violazione della Convenzione Europea sui Diritti Umani.

13) 26 Giugno 2001: Caso C-212/99, Commissione (sostenuta dal Regno Unito) contro l'Italia - la CGCE decreta che l'Italia non ha adempiuto ai propri obblighi nei confronti del Trattato, in merito al rispetto dei diritti acquisiti dei lettori, in servizio in base all'Alt 28 del DPR 382 che è stato abrogato. [9]

14) 26 Marzo 2003: II TAR del Veneto David Petrie e Nicelda Provoste contro Università di Verona decide [nuovamente! - vedi 12) ] che il rifiuto dell'Università di Verona di accettare le domande dei lettori e in violazione degli articoli del Trattato dell'Unione Europea che proibiscono la discriminazione in base alla nazionalità.

15) Il 15 gennaio 2004 l’Italia ha introdotto una nuova legge che la Commissione considera inadeguata. Ved. il Comunicato Stampa della Commissione : Lettori stranieri: la Commissione chiede alla Corte di giustizia di imporre delle sanzioni all'Italia in relazione al caso dei lettori. [10]

16) Il 1 marzo 2005 il Consiglio di Stato a Roma ha respinto l'appello dell'Università di Verona contro la sentenza del TAR del Veneto (14 gennaio 1999) favorevole a Petrie +2.

17) Corte di Giustizia Europea, decisione del 18.07.06: l'Italia ha mancato di adempiere i suoi obblighi  ai sensi dell'Art. 228 Ce. [11]

Aggiornato il 16 novembre 2006